La legge europea che protegge i dati personali. A scuola vuol dire tutelare i bambini e le loro famiglie, ogni giorno, anche quando usi l’intelligenza artificiale.
GDPR,
in 5 minuti
La legge europea che protegge i dati personali. A scuola vuol dire tutelare i bambini e le loro famiglie, ogni giorno, anche quando usi l’intelligenza artificiale.
Che cos’è un dato personale?
Qualsiasi informazione che permette di riconoscere una persona, anche indirettamente.
Dati comuni
Nome e cognome, foto, video, voce, classe, indirizzo, e-mail dei genitori, disegni firmati, voti.
Dati delicati
Salute, diagnosi, BES e DSA, disabilità, religione, origine, situazione familiare. Protezione rafforzata: di regola vanno evitati.
Anche indiretti
«Il bimbo con il gesso del gruppo dei Girasoli» è identificabile anche senza nome. Basta poco.
I 7 principi da ricordare
Ogni volta che tratti un dato, chiediti se li rispetti.
Correttezza e trasparenza
Le famiglie sanno cosa facciamo con i dati dei figli.
Finalità precise
Un dato raccolto per uno scopo non si usa per un altro.
Minimo necessario
Se non serve, non lo raccolgo e non lo scrivo.
Esattezza
I dati sono giusti e aggiornati.
Conservazione limitata
Non si tengono più del tempo necessario.
Sicurezza
Password, armadi chiusi, dispositivi protetti. Niente chat personali per i dati dei bambini.
Responsabilità
La scuola deve saper dimostrare di rispettare le regole.
Chi è chi
Titolare
La scuola, nella persona del gestore: decide perché e come si trattano i dati.
Autorizzata
Tu, maestra: tratti i dati seguendo le istruzioni della scuola.
DPO
Consiglia e controlla che le regole siano rispettate. Va coinvolto prima di adottare strumenti nuovi.
Interessati
I bambini, e per loro i genitori: hanno dei diritti.
I diritti delle famiglie
Un genitore può chiedere alla scuola di:
Se una famiglia ti fa una richiesta, non rispondere da sola: avvisa subito il coordinatore o il DPO.
Con l’AI: cosa scrivere nel prompt
🔴 Mai
- Nome, cognome, foto o voce di un bambino
- Diagnosi, BES, DSA, situazioni familiari
- Valutazioni o giudizi su singoli alunni
- Dati di colleghi e genitori
🟢 Sì
- «Una filastrocca sull’autunno per bambini di 4 anni»
- «Un testo semplificato per una classe seconda»
- Casi descritti in modo generico e anonimo
- Materiali senza alcun riferimento a persone reali
Se qualcosa va storto
Una foto inviata allo strumento sbagliato, un file condiviso per errore, un dato inserito in un’AI: è una possibile violazione dei dati.
Fermati
Non cancellare di nascosto e non cercare di rimediare da sola.
Avvisa subito
Referente AI, coordinatore e DPO, con quello che è successo.
Entro 72 ore
Se c’è un rischio per le persone, la scuola notifica al Garante.
AI Act e GDPR: insieme
Non si sostituiscono: si sommano. Con l’AI a scuola valgono tutti e due.
| AI Act | GDPR | |
|---|---|---|
| Di cosa parla | Sistemi di intelligenza artificiale | Dati personali |
| Come funziona | Regole in base al livello di rischio | Principi e diritti per tutti i trattamenti |
| Il ruolo della scuola | Utilizzatrice dell’AI (deployer) | Titolare del trattamento |
| Cosa chiede alle maestre | Conoscere l’AI, dichiararne l’uso, decidere sempre tu | Minimo necessario, niente dati dei bambini, segnalare i problemi |
| Sanzione massima | 35 milioni € o 7% del fatturato | 20 milioni € o 4% del fatturato |
