La legge europea che protegge i dati personali. A scuola vuol dire tutelare i bambini e le loro famiglie, ogni giorno, anche quando usi l’intelligenza artificiale.

GDPR per le Maestre: la guida in 5 minuti

GDPR,
in 5 minuti

La legge europea che protegge i dati personali. A scuola vuol dire tutelare i bambini e le loro famiglie, ogni giorno, anche quando usi l’intelligenza artificiale.

Regolamento UE 2016/679Infanzia e PrimariaIn vigore dal 25/05/2018
I dati dei bambini non sono materiale di lavoro: sono informazioni su persone piccole e fragili. Il GDPR dice come trattarle con cura.

Che cos’è un dato personale?

Qualsiasi informazione che permette di riconoscere una persona, anche indirettamente.

🧒

Dati comuni

Nome e cognome, foto, video, voce, classe, indirizzo, e-mail dei genitori, disegni firmati, voti.

🩺

Dati delicati

Salute, diagnosi, BES e DSA, disabilità, religione, origine, situazione familiare. Protezione rafforzata: di regola vanno evitati.

🧩

Anche indiretti

«Il bimbo con il gesso del gruppo dei Girasoli» è identificabile anche senza nome. Basta poco.

I 7 principi da ricordare

Ogni volta che tratti un dato, chiediti se li rispetti.

1

Correttezza e trasparenza

Le famiglie sanno cosa facciamo con i dati dei figli.

2

Finalità precise

Un dato raccolto per uno scopo non si usa per un altro.

3

Minimo necessario

Se non serve, non lo raccolgo e non lo scrivo.

4

Esattezza

I dati sono giusti e aggiornati.

5

Conservazione limitata

Non si tengono più del tempo necessario.

6

Sicurezza

Password, armadi chiusi, dispositivi protetti. Niente chat personali per i dati dei bambini.

7

Responsabilità

La scuola deve saper dimostrare di rispettare le regole.

Chi è chi

🏫

Titolare

La scuola, nella persona del gestore: decide perché e come si trattano i dati.

🧑‍🏫

Autorizzata

Tu, maestra: tratti i dati seguendo le istruzioni della scuola.

🛡️

DPO

Consiglia e controlla che le regole siano rispettate. Va coinvolto prima di adottare strumenti nuovi.

👨‍👩‍👧

Interessati

I bambini, e per loro i genitori: hanno dei diritti.

I diritti delle famiglie

Un genitore può chiedere alla scuola di:

Sapere quali dati abbiamoCorreggerliCancellarliLimitarne l’usoOpporsiRiceverne copiaNon subire decisioni solo automatiche

Se una famiglia ti fa una richiesta, non rispondere da sola: avvisa subito il coordinatore o il DPO.

Con l’AI: cosa scrivere nel prompt

🔴 Mai

  • Nome, cognome, foto o voce di un bambino
  • Diagnosi, BES, DSA, situazioni familiari
  • Valutazioni o giudizi su singoli alunni
  • Dati di colleghi e genitori

🟢 Sì

  • «Una filastrocca sull’autunno per bambini di 4 anni»
  • «Un testo semplificato per una classe seconda»
  • Casi descritti in modo generico e anonimo
  • Materiali senza alcun riferimento a persone reali

Se qualcosa va storto

Una foto inviata allo strumento sbagliato, un file condiviso per errore, un dato inserito in un’AI: è una possibile violazione dei dati.

Fermati

Non cancellare di nascosto e non cercare di rimediare da sola.

Avvisa subito

Referente AI, coordinatore e DPO, con quello che è successo.

Entro 72 ore

Se c’è un rischio per le persone, la scuola notifica al Garante.

AI Act e GDPR: insieme

Non si sostituiscono: si sommano. Con l’AI a scuola valgono tutti e due.

AI ActGDPR
Di cosa parlaSistemi di intelligenza artificialeDati personali
Come funzionaRegole in base al livello di rischioPrincipi e diritti per tutti i trattamenti
Il ruolo della scuolaUtilizzatrice dell’AI (deployer)Titolare del trattamento
Cosa chiede alle maestreConoscere l’AI, dichiararne l’uso, decidere sempre tuMinimo necessario, niente dati dei bambini, segnalare i problemi
Sanzione massima35 milioni € o 7% del fatturato20 milioni € o 4% del fatturato
In dubbio? Fermati e chiedi. Un minuto di domanda costa meno di un errore sui dati di un bambino.

Materiale informativo di sintesi, non costituisce consulenza legale. Fonti: Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), D.Lgs. 196/2003, Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act). Vedi anche la guida «AI Act in 5 minuti».

A cura di: PGM di G.I.

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